..il presente ci chiama all'addio...
senza preavvisi..se non richiami d'amore come fossero urla..
Rinascerei....per poterti amare....anche da qui....da dove sono ora...senza cancelli...dita puntate...paure insensate o reali..
spalmerei la mia fetta di pane del tuo odore...della tua meraviglia dell'esistere..fatta di incontri..braccia aperte per chi è solo..indifeso...diseredato...abbandonato...
ci mangerei per anni...il sapore della vita che rende un senso...la comprensione dell'esistenza e dividerla con te...
L'adozione del mio amore mi porta a legarmi le mani...la bocca..i miei sensi e i miei desideri..colorando di follia queste notti lontane da te...
Allento i lacci per renderti libero
lunedì 9 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
Dimenticanze d'amore
Credono che io non ascolti.
Se ne stanno lì..inerti...a scambiare parole sulle giornate che scorrono.
Parlare di figli..orari cambiati...rate del mutuo...litigi d'amore.
Appoggiano sguardi..talvolta..appoggiano mani...panni...
..e dimenticano.
Dimenticano di me...di questo tempo sempre uguale...trascorso a stenti mordendo labbra e cannucce colorate...
ladri di attimi di vita morta e spesa lì
nello stesso luogo ..da mesi..ormai.
Spendono parole pensando che non esista l'eco...quello strano rimbombare nella mia testa
privo di senso..spogliato di toni e speranze.
Dicono debba starci.
Chissà per quanto...chissà ancora per quale motivo..io debba starci.
Non viene mai nessuno...
i miei occhi fissano vetri sordi e assaporano un'attesa uguale a ieri...
Mi chiedo a volte perchè..ma non trovo risposte che mi diano pace...nè uno stralcio di sorriso.
Gioco e canto...spesso ricordo lente canzoni e parole confuse...dettate da una memoria fredda come la sponda del mio letto la sera...
..quando a lei i aggrappo sperando una nuova sedia...una nuova me.
Eppure ho tutto il mio tesoro..
inestimabile possedimento che nessuno mi porterà mai ..mai via.
I ricordi che restano. Quelli che ancora la malattia risparmia e compiange.
Quelli da cornice...da appendere a queste pareti che adesso hanno i miei disegni..così strambi e colorati di follia...spaventosamente amanti di un presente amaro e solo.
Mi infilo negli armadi per nascondere al futuro la parte sana della donna che ero..
incredula di fronte a visite che non arrivano...e ai Natali che passo con chi..
divide con me letti tiepidi di cotone smemorato.
Smemorato.
Come me...
Che mangio della vita giorni uguali per riposare il mio tormento.
Ad Evelina Galeotti
.....padrona di amore dei miei Poggetti.
Discreta solitudine di chi sbaglia camere..posate ....nomi e vestiti.
A te grazie.......per sorridere quando mi perdo tra le tue parole nude.
Se ne stanno lì..inerti...a scambiare parole sulle giornate che scorrono.
Parlare di figli..orari cambiati...rate del mutuo...litigi d'amore.
Appoggiano sguardi..talvolta..appoggiano mani...panni...
..e dimenticano.
Dimenticano di me...di questo tempo sempre uguale...trascorso a stenti mordendo labbra e cannucce colorate...
ladri di attimi di vita morta e spesa lì
nello stesso luogo ..da mesi..ormai.
Spendono parole pensando che non esista l'eco...quello strano rimbombare nella mia testa
privo di senso..spogliato di toni e speranze.
Dicono debba starci.
Chissà per quanto...chissà ancora per quale motivo..io debba starci.
Non viene mai nessuno...
i miei occhi fissano vetri sordi e assaporano un'attesa uguale a ieri...
Mi chiedo a volte perchè..ma non trovo risposte che mi diano pace...nè uno stralcio di sorriso.
Gioco e canto...spesso ricordo lente canzoni e parole confuse...dettate da una memoria fredda come la sponda del mio letto la sera...
..quando a lei i aggrappo sperando una nuova sedia...una nuova me.
Eppure ho tutto il mio tesoro..
inestimabile possedimento che nessuno mi porterà mai ..mai via.
I ricordi che restano. Quelli che ancora la malattia risparmia e compiange.
Quelli da cornice...da appendere a queste pareti che adesso hanno i miei disegni..così strambi e colorati di follia...spaventosamente amanti di un presente amaro e solo.
Mi infilo negli armadi per nascondere al futuro la parte sana della donna che ero..
incredula di fronte a visite che non arrivano...e ai Natali che passo con chi..
divide con me letti tiepidi di cotone smemorato.
Smemorato.
Come me...
Che mangio della vita giorni uguali per riposare il mio tormento.
Ad Evelina Galeotti
.....padrona di amore dei miei Poggetti.
Discreta solitudine di chi sbaglia camere..posate ....nomi e vestiti.
A te grazie.......per sorridere quando mi perdo tra le tue parole nude.
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