In ritardo. Ho sempre fatto tutto in ritardo io..rispetto agli altri.
Gli altri.
Mi ricordo un pomeriggio..questa nonna che non era mia faceva tanti vestiti..uno dietro l'altro.
Ma la cosa che più le piaceva era misurare la mia altezza. Giorno dopo giorno..per poi esclamare tutta felice.."Lisa è più alta di te!! mangia bimba..mangia!!"
E io mangiavo..
Oppure un giorno d'estate...quando sulla spiaggia le mamme mi guardavano e mi dicevano..
"Devi riempirlo quel costume!! guarda che gambine magre che hai..e poi quel pezzo di sopra..i ragazzini non ti guarderanno mai se non mangi..!!"
Ed io..mangiavo e mi coprivo..
I grandi dicono un sacco di scemenze senza immaginarsi quanto queste scavino dentro i pensieri fino a diventarne pale..picconi..martelli assordanti e grigi quanto un cielo industriale.
Per questo amo le parole. So quanto valgono.
So il peso che hanno..una ad una..
Quando incontro i bambini mi abbasso magicamente di centimetri inesistenti..il mio viso lo so...prende la forma dei loro occhi.
Allora verso. Verso tutto..
Verso i colori..i balli..l'amore...e verso la bocca grande per urlare..saltare..scalmanarmi per mescolarmi e tornarci.
Non esistono età definite. Ce li facciamo noi questi cancelli arrugginiti: ci piace guardarne la forma..ma soprattutto la ruggine che viene dopo.
Ci piace. Una forma di male ..di punizione..che so..
Un qualcosa che non fa bene . Certo è solo questo.
---------------------------------------------------
Irene ha 28 anni..pulisce casa da cima a fondo..e non smette fino a che non lo decide lei.
Mangia veloce Irene..spesso non mastica e le prendono forti colpi di tosse che la imbarazzano e la fanno rossa come una fragola..
Irene piange e si dispera..si morde labbra e alza la voce..scendono lacrime che incrinano il cuore. Si alza e si siede..si siede e si alza.
Sa ballare Irene..
Sa truccarsi ..e le piace il rosa..come le bimbe dei giornali.
Ha imparato qualcosa di bulgaro..e lava i piatti veloce tanto che qualcuno porta i segni della forza.. e dell'energia di quando li appoggia.
E' forte Irene. E' coraggiosa. Non dice mai quando le fa male qualcosa..e se ha la febbre..ama sentirsi coccolata ma a distanza.. A lei non serve la borsa dell'acqua calda.
Irene ricorda tutto. La sua memoria sorpassa tempi..elenchi e sbadataggini. La perfezione del ricordo ..fissa come lacca cifre e parole..toni e battute. E' divertentissima Irene.
La sua risata rimbomba come il sole a mezzogiorno...quando sulle tavole il pane sa ancora della vita dei campi.
Ha il profumo di lillà addosso..ma io non ho mai visto alcuna boccetta là in camera sua..
Credo che sia la sua parte felice..e siccome lei ride sempre..il profumo si sente dappertutto..
Sa leggere Irene..sa come si scrive "lavatrice".."tappeto"..e addirittura "aquilone"..che tra le parole è quella più difficile... sempre per il fatto della "Q"..che confonde i cuori con i quadri e viceversa.
Ma Irene il cuore non lo confonde. Mai.
Il cuore Irene te lo orienta..te lo prende senza dirlo...e comincia a starci sopra senza neanche chiederti il permesso.
Perchè se poi ci pensi..chi entra senza bussare,sa già dove andare.
Sa che qualsiasi cosa accada..quella porta non girerà per farla andare indietro.
In una tazza che le ho portato un giorno,ha versato tutto il suo amore per me..con quelle lacrime agitate e quella bocca che parlava di carne da cuocere..e macellai sempre aperti.
Irene è un altro pezzetto di vita regalatami....
Quella certezza che l'arcobaleno ..mica è detto venga sempre dopo la pioggia..
a volte c'è sempre,e a volte ....qualcuno se lo porta negli occhi e nel cuore puro come i bimbi nei pomeriggi d'estate.
Perchè Irene è così..un miscuglio di estati felici e primavere colorate dalla vita più accesa che un giorno di agosto le diede sua madre.
E quel Dio che su di Lei ha appoggiato le lenti migliori di un mondo perduto.
giovedì 2 dicembre 2010
martedì 16 novembre 2010
Il senso delle braccia.
Siamo figli dell'amore freddo.
Quello non detto..messo tra parentesi..mitigato da pasti caldi,lenzuola sempre in ordine sul letto,giochi colorati da scambiarsi..leggere pacche sulle spalle.
Abbiamo incrociato chissà quanti occhi..e sfiorato chissà quante mani...eppure..eppure..siamo rimasti lì.
Con la voglia..il desiderio..e il freno.
L'espressione delle nostre sensazioni è benedetta dalla potenza del nostro corpo.
Abbiamo la grande..immensa possibilità di poterci leggere senza parlare.
La chiamano -comunicazione non verbale-. Appunto. Non verbale.
Poi penso alla leggerezza con la quale molte persone la prendono..la mescolano..la scambiano..la fraintendono. E credo sia quello..uno dei più grandi freni che ci impediscono a volte di dare vita al nostro dentro.
Sia benedetto l'abbraccio. Dato all'improvviso..e perfetta cimosa di lavagne aride e ferme.
Di bui intravisti con i nostri soli occhi..o di feste armoniche..nel caos delle nostre vite.
Sia benedetta la possibilità che abbiamo di farlo. Siamo sempre qui...qui.
Ci guardiamo distrattamente,persi nei minuti che solfeggiano ritmi che quasi non ci appartengono più..nei quali spesso non ci riconosciamo..e crediamo che addirittura siano scelti da altri.
Per noi.
Benedette le nostre braccia..fatte per accogliere..e tenere.
Ed anche la nostra paura..nel farlo. Quello strano pensiero che ci porta a trattenerci di fronte a qualcuno che non conosciamo..di fronte a nostra madre..a nostro padre.
Siamo sempre qui. e abbiamo ancora la possibilità di farlo.
Non si scrive più..che vogliamo abbracciare. Lo facciamo.
Non aspettiamo che esista un giorno da un'altra parte e in un altro tempo...
Il senso..dell'abbraccio nella lavatrice delle nostre braccia impegnate a chiudere.
Quello non detto..messo tra parentesi..mitigato da pasti caldi,lenzuola sempre in ordine sul letto,giochi colorati da scambiarsi..leggere pacche sulle spalle.
Abbiamo incrociato chissà quanti occhi..e sfiorato chissà quante mani...eppure..eppure..siamo rimasti lì.
Con la voglia..il desiderio..e il freno.
L'espressione delle nostre sensazioni è benedetta dalla potenza del nostro corpo.
Abbiamo la grande..immensa possibilità di poterci leggere senza parlare.
La chiamano -comunicazione non verbale-. Appunto. Non verbale.
Poi penso alla leggerezza con la quale molte persone la prendono..la mescolano..la scambiano..la fraintendono. E credo sia quello..uno dei più grandi freni che ci impediscono a volte di dare vita al nostro dentro.
Sia benedetto l'abbraccio. Dato all'improvviso..e perfetta cimosa di lavagne aride e ferme.
Di bui intravisti con i nostri soli occhi..o di feste armoniche..nel caos delle nostre vite.
Sia benedetta la possibilità che abbiamo di farlo. Siamo sempre qui...qui.
Ci guardiamo distrattamente,persi nei minuti che solfeggiano ritmi che quasi non ci appartengono più..nei quali spesso non ci riconosciamo..e crediamo che addirittura siano scelti da altri.
Per noi.
Benedette le nostre braccia..fatte per accogliere..e tenere.
Ed anche la nostra paura..nel farlo. Quello strano pensiero che ci porta a trattenerci di fronte a qualcuno che non conosciamo..di fronte a nostra madre..a nostro padre.
Siamo sempre qui. e abbiamo ancora la possibilità di farlo.
Non si scrive più..che vogliamo abbracciare. Lo facciamo.
Non aspettiamo che esista un giorno da un'altra parte e in un altro tempo...
Il senso..dell'abbraccio nella lavatrice delle nostre braccia impegnate a chiudere.
mercoledì 20 ottobre 2010
al di là sei te nel mezzo.
C'è quella foto di te sul muretto dappertutto.
Sei pettinata..e colorata sulle guance come i grandi.
Chi c'era con te quel giorno?..mi piace pensare che a scattarla sia stato un ragazzo che ti piaceva..il tuo sguardo è così dolce..come se si riposasse dopo tanta fatica.
Ti piaceva il cinese?....o forse non lo avevi ancora assaggiato..
Non ti sei persa granchè comunque..diciamo che i piatti più buoni sono molto occidentalizzati,quindi mah..forse ti sarebbe piaciuto l'ambiente..sempre orientale..caldo..quasi seducente e misterioso.
Misterioso.
Sai..la prima volta che ci sono andata è stata con la mia squadra servizio di ambulanza.
Ero la più piccola..e come te frequentavo già i "grandi"..quelli che hanno le chiavi dela macchina e sanno sempre dove andare. Quelli che si accendono le sigarette e possono pure entrare nei posti vietati..
Quelli che ti coccolano..che ti abbracciano perchè sei la più picola..che si preoccupano per te..quelli che ti PROTEGGONO.
I grandi.
Lo so. So come ci si sente. Ti senti protetta..voluta..ti senti nel mucchio..accettata per come sei..anche con i tuoi pensieri strambi e lontani dai banchi di una scuola di provincia.
Hai avuto paura?...quando ti sei accorta che potevi non uscire viva di lì?
Cosa ti ha fatto più male ..?..non avere più aria..o VEDERE chi te l'ha tolta?
Qua è un macello lo sai?..stanno mettendo su teorie..ipotesi..scenari... Casa tua è piena di fiori e biglietti....e telecamere dappertutto. Sei sul cinque..sulla rai.....volevi diventare famosa..
Sorridi vero?..lo so.
Tua mamma è stata forte..è stata su quella sedia bianca e tirava anche un pò di vento. Credo pensasse all'ultima volta in cui avete bisticciato..ti ricordi?...hai sbattuto la porta e hai detto.."voglio andare via di qua!..me ne vado un giorno o l'altro"!!
E lei..distrattamente ...ha tirato il grembiule per terra maledicendo la tua irruenza e la tua ribellione.
Quante cose si dicono nei momenti di rabbia sai?..non ti portare sensi di colpa..è il modo che siamo che ci fa vedere tutto immortale. Tutto per sempre.
Lo facciamo tutti ..fa parte della normalità..del quotidiano...non ti amareggiare per questo.
Hai fatto un bel lavoro..sai?..Sei stata bravissima.
Pensavo ci volesse più tempo..invece hai avuto una forza potentissima.
A volte avere quindici anni aiuta..no? Qua siamo lenti lo sai....ma ci siamo quasi.
Sei stanca ..lo so. Ma ci siamo quasi.
Il tuo primo bacio ...ce l'hai fatta a darlo?..io sono stata tardiva..ma per voi di oggi tutto corre..quindi..sì..credo tu abbia avuto la possibilità. Era quel moretto vero?..quello coi riccioli..con la voce bassa..sì. Forse è stato lui a baciarti.
..il suo nome è scritto così tante volte sul diario...
Non essere arrabbiata..dovevano leggerti ogni riga..Lo so che hanno messo il caos in camera tua..ma mamma rimetterà tutto a posto. Tutto.La tua stanza rimarrà uguale a quel giorno in cui sei andata via.
Sai come vanno certe cose..dalle il tempo di starci tutti i pomeriggi che vuole. Falla dormire nel tuo letto se ne avrà bisogno. Dalle il tempo di pensarti arrivata.
Il tempo di accettare quella violenza..il tempo di ringraziare Dio per averti avuta tutti questi anni.
Il tempo che serve per contare quanto è passato dal.
Hai fatto trovare tutto..ma non quelle. Lo so..so già che materialmente è improponibile.
Ma immaginarti adesso mentre ascolti musica con quelle tue cuffiette e ci guardi raggomitolata seduta ..è il pensiero che di te ho adesso.
E il tuo sorriso sul muretto. Lucido,chiaro,acceso,forte,imponente,vivo.
Il tuo sorriso VIVO.
Cammina a testa alta Sarah. A testa alta.
Ricordatelo. Sempre.
Una tua sorella..
Sei pettinata..e colorata sulle guance come i grandi.
Chi c'era con te quel giorno?..mi piace pensare che a scattarla sia stato un ragazzo che ti piaceva..il tuo sguardo è così dolce..come se si riposasse dopo tanta fatica.
Ti piaceva il cinese?....o forse non lo avevi ancora assaggiato..
Non ti sei persa granchè comunque..diciamo che i piatti più buoni sono molto occidentalizzati,quindi mah..forse ti sarebbe piaciuto l'ambiente..sempre orientale..caldo..quasi seducente e misterioso.
Misterioso.
Sai..la prima volta che ci sono andata è stata con la mia squadra servizio di ambulanza.
Ero la più piccola..e come te frequentavo già i "grandi"..quelli che hanno le chiavi dela macchina e sanno sempre dove andare. Quelli che si accendono le sigarette e possono pure entrare nei posti vietati..
Quelli che ti coccolano..che ti abbracciano perchè sei la più picola..che si preoccupano per te..quelli che ti PROTEGGONO.
I grandi.
Lo so. So come ci si sente. Ti senti protetta..voluta..ti senti nel mucchio..accettata per come sei..anche con i tuoi pensieri strambi e lontani dai banchi di una scuola di provincia.
Hai avuto paura?...quando ti sei accorta che potevi non uscire viva di lì?
Cosa ti ha fatto più male ..?..non avere più aria..o VEDERE chi te l'ha tolta?
Qua è un macello lo sai?..stanno mettendo su teorie..ipotesi..scenari... Casa tua è piena di fiori e biglietti....e telecamere dappertutto. Sei sul cinque..sulla rai.....volevi diventare famosa..
Sorridi vero?..lo so.
Tua mamma è stata forte..è stata su quella sedia bianca e tirava anche un pò di vento. Credo pensasse all'ultima volta in cui avete bisticciato..ti ricordi?...hai sbattuto la porta e hai detto.."voglio andare via di qua!..me ne vado un giorno o l'altro"!!
E lei..distrattamente ...ha tirato il grembiule per terra maledicendo la tua irruenza e la tua ribellione.
Quante cose si dicono nei momenti di rabbia sai?..non ti portare sensi di colpa..è il modo che siamo che ci fa vedere tutto immortale. Tutto per sempre.
Lo facciamo tutti ..fa parte della normalità..del quotidiano...non ti amareggiare per questo.
Hai fatto un bel lavoro..sai?..Sei stata bravissima.
Pensavo ci volesse più tempo..invece hai avuto una forza potentissima.
A volte avere quindici anni aiuta..no? Qua siamo lenti lo sai....ma ci siamo quasi.
Sei stanca ..lo so. Ma ci siamo quasi.
Il tuo primo bacio ...ce l'hai fatta a darlo?..io sono stata tardiva..ma per voi di oggi tutto corre..quindi..sì..credo tu abbia avuto la possibilità. Era quel moretto vero?..quello coi riccioli..con la voce bassa..sì. Forse è stato lui a baciarti.
..il suo nome è scritto così tante volte sul diario...
Non essere arrabbiata..dovevano leggerti ogni riga..Lo so che hanno messo il caos in camera tua..ma mamma rimetterà tutto a posto. Tutto.La tua stanza rimarrà uguale a quel giorno in cui sei andata via.
Sai come vanno certe cose..dalle il tempo di starci tutti i pomeriggi che vuole. Falla dormire nel tuo letto se ne avrà bisogno. Dalle il tempo di pensarti arrivata.
Il tempo di accettare quella violenza..il tempo di ringraziare Dio per averti avuta tutti questi anni.
Il tempo che serve per contare quanto è passato dal.
Hai fatto trovare tutto..ma non quelle. Lo so..so già che materialmente è improponibile.
Ma immaginarti adesso mentre ascolti musica con quelle tue cuffiette e ci guardi raggomitolata seduta ..è il pensiero che di te ho adesso.
E il tuo sorriso sul muretto. Lucido,chiaro,acceso,forte,imponente,vivo.
Il tuo sorriso VIVO.
Cammina a testa alta Sarah. A testa alta.
Ricordatelo. Sempre.
Una tua sorella..
mercoledì 29 settembre 2010
Bomboloniiiii...
Non so se sono io quella che parla in modo strano o sono gli altri che davvero non capiscono..
"tre file di lattine di aranciata sono troppe Alessandro..!! e poi..alla ciliegia non le mangia nessuno quelle ciambelle secche..!! "
..Prendermi anche l'incarico di colei che si preoccupa delle ordinazioni per la macchinetta dei dolci e delle bevande... mi mancava!!
Così..alle tre e quarantacinque di mattina,mi trovo davanti a questo aggeggio illuminato..con un foglietto tra le mani .
Dovrei scrivere..mettere nero su bianco le marche che non piacciono..
ricordare al tipo delle merende che se continua a non portare il the al limone gli dò fuoco al fiorino..
vedere se mancano i cucchiaini di plastica per girare lo zucchero..
BUM..!!
Mi butto letteralmente sul divanetto blu..penso..- Non devo cedere..non devo cedere..non devo cedere..-
succede..che nel momento in cui affettivamente si perde un punto..una bussola..o comunque si passi un momento importante e decisamente devastante....(...il mio di adesso....ecco..)
..vieni travolta da un senso di fame talmente violenta e improvvisa che in confronto,..la famosa fame chimica delle prime sigarette strane fumate, sembra lo spuntino dell'ape maia...
Non solo!!..mentre mangi il settimo tegolino..(famosissime le ditte rifornitrici che hanno sempre il tegolino..)!!..il piacere della cioccolata ..si trasforma.
Si chiude gli occhi..e si pensa:
.."quella volta che...
e poi....
mammamia se penso a quando io.."
"e quella mattina....
senza contare quando ripassò il pomeriggio..."
L'erotismo del cibo è un compensatore momentaneo e terroristico.
Il rischio è ovviamente l'obesità..ma fortunatamente sono ancora ad un pasto al giorno..anzi.
Se me lo ricordo..mangio.
Se la notte faccio tardi..la mattina dormo..e allora..non so..mi sveglio alle due..e bevo la mia tazza di caffè intera..e mi basta.
Fino alla sera mi basta...
Ma la sera....la sera c'è da morire..
Nessuno mi chiamerà più a cena...
L'ultima volta invitata ..la cuoca era tutta contenta del fatto che tra tutti..-maschi compresi- io ero quella che mangiava e parlava..parlava e mangiava...
Sì..aveva cucinato anche bene mi sembra..ma quella fame lì..io ce l'ho da esattamente ventisei giorni.
Ventisei giorni di fame serale...ventisei notti a mangiare pocket coffee..grissini..zigulì...fruit joyces..nutella...frati del giorno prima...panna spray direttamente in bocca..e i dolci che mi portano a fette nei momenti di emergenza i peggio pony amici caritatevoli e compasionevoli.
(Mi piace ogni tanto fare la piccola fiammiferaia..anche io voglio essere coccolata..)
in fondo..poi..a parte il sesso e la gioia dello stare al mondo..(con tutto il seguito ovvio..)
il mangiare è sempre al terzo posto della hit parade in fatto di gratificazioni personali..
Saremo anche viziati noi dell'occidente...spreconi e orribilmente legati e vittime del consumismo..ma io...
non vedo l'ora di smontare dal turno di qua e andarmi a mangiare il mio bel frate di Antonio a casa...
di quelli ciccioni..pieni di zucchero..che se non apri bene la bocca...
rischi anche di morirci affogata.
Bella morte non c'è che dire...ma magari fatemelo finì.
"tre file di lattine di aranciata sono troppe Alessandro..!! e poi..alla ciliegia non le mangia nessuno quelle ciambelle secche..!! "
..Prendermi anche l'incarico di colei che si preoccupa delle ordinazioni per la macchinetta dei dolci e delle bevande... mi mancava!!
Così..alle tre e quarantacinque di mattina,mi trovo davanti a questo aggeggio illuminato..con un foglietto tra le mani .
Dovrei scrivere..mettere nero su bianco le marche che non piacciono..
ricordare al tipo delle merende che se continua a non portare il the al limone gli dò fuoco al fiorino..
vedere se mancano i cucchiaini di plastica per girare lo zucchero..
BUM..!!
Mi butto letteralmente sul divanetto blu..penso..- Non devo cedere..non devo cedere..non devo cedere..-
succede..che nel momento in cui affettivamente si perde un punto..una bussola..o comunque si passi un momento importante e decisamente devastante....(...il mio di adesso....ecco..)
..vieni travolta da un senso di fame talmente violenta e improvvisa che in confronto,..la famosa fame chimica delle prime sigarette strane fumate, sembra lo spuntino dell'ape maia...
Non solo!!..mentre mangi il settimo tegolino..(famosissime le ditte rifornitrici che hanno sempre il tegolino..)!!..il piacere della cioccolata ..si trasforma.
Si chiude gli occhi..e si pensa:
.."quella volta che...
e poi....
mammamia se penso a quando io.."
"e quella mattina....
senza contare quando ripassò il pomeriggio..."
L'erotismo del cibo è un compensatore momentaneo e terroristico.
Il rischio è ovviamente l'obesità..ma fortunatamente sono ancora ad un pasto al giorno..anzi.
Se me lo ricordo..mangio.
Se la notte faccio tardi..la mattina dormo..e allora..non so..mi sveglio alle due..e bevo la mia tazza di caffè intera..e mi basta.
Fino alla sera mi basta...
Ma la sera....la sera c'è da morire..
Nessuno mi chiamerà più a cena...
L'ultima volta invitata ..la cuoca era tutta contenta del fatto che tra tutti..-maschi compresi- io ero quella che mangiava e parlava..parlava e mangiava...
Sì..aveva cucinato anche bene mi sembra..ma quella fame lì..io ce l'ho da esattamente ventisei giorni.
Ventisei giorni di fame serale...ventisei notti a mangiare pocket coffee..grissini..zigulì...fruit joyces..nutella...frati del giorno prima...panna spray direttamente in bocca..e i dolci che mi portano a fette nei momenti di emergenza i peggio pony amici caritatevoli e compasionevoli.
(Mi piace ogni tanto fare la piccola fiammiferaia..anche io voglio essere coccolata..)
in fondo..poi..a parte il sesso e la gioia dello stare al mondo..(con tutto il seguito ovvio..)
il mangiare è sempre al terzo posto della hit parade in fatto di gratificazioni personali..
Saremo anche viziati noi dell'occidente...spreconi e orribilmente legati e vittime del consumismo..ma io...
non vedo l'ora di smontare dal turno di qua e andarmi a mangiare il mio bel frate di Antonio a casa...
di quelli ciccioni..pieni di zucchero..che se non apri bene la bocca...
rischi anche di morirci affogata.
Bella morte non c'è che dire...ma magari fatemelo finì.
domenica 19 settembre 2010
E lo chiamano suicidio.
Succede che quando uno muore..tutto si trasforma.
Quando uno lascia la vita terrena,si creano dinamiche tendenti al bizzarro.
Si osserva la persona come fosse benedetta..toccata da chissà quale mano misteriosa e dotata di strani poteri.
La pelle si distende..le labbra si sdraiano finalmente ai fianchi delle guance..gli occhi,ben chiusi,danno come l’impressione che possano all’improvviso aprirsi ad osservare..
L’involucro che nel mondo terreno noi chiamiamo corpo,assume postura composta..e si dimentica.
Si dimentica il movimento..lo scatto..l’espansione della gabbia toracica..si dimenticano le dita dei piedi,ora avvolte da calze preferibilmente scure.
La morte,la scomparsa,il trapasso..o come lo si voglia chiamare,è assolutamente il distacco più doloroso esistente all’interno del piano emotivo umano. Si parla di elaborazione,di cammino,di tempi da rispettare. Tuttavia,possono passare mesi,anni,stagioni fredde come il ghiaccio ed estati soffocanti..ma niente e nessuna festa tende a placare il tormento di chi resta.
Quando la morte è voluta dalla persona stessa poi..è un rincorrersi di “se..”
SE lo avessi chiamato proprio quella mattina..SE fossi andata a casa sua prima…SE gli fossi stata più vicina..SE..SE…
Il punto è che succede. Inevitabilmente succede. E nessuno può farci veramente niente.
E’ l’impotenza che rende furiosi e inerti. Questo non farci niente che spaventa l’anima,ma soprattutto la testa.
Di fronte alla morte tutti tornano bambini. E osservandoli distesi su piccole casse di legno,temiamo nessuno ci porti via di lì una volta toccato il turno.
Ma si dimentica. Si dimentica che un tempo eravamo già distesi..su altro materiale,certo,in altre dimensioni,ovvio.
Ma eravamo distesi comunque. Credo che chi soprattutto sceglie di andar via,in un attimo solo è spinto dall’immensa nostalgia di tornare a provare quella sensazione.
La distensione di ogni più piccolo frammento di pelle..anima e cuore. Proprio un attimo prima di venire alla luce..ed essere cullati dalle braccia della mamma.
Niente poteva spaventarci. E’ lo spavento che fa tornarci. E ognuno sceglie il modo per farlo. Ecco tutto.
Quando uno lascia la vita terrena,si creano dinamiche tendenti al bizzarro.
Si osserva la persona come fosse benedetta..toccata da chissà quale mano misteriosa e dotata di strani poteri.
La pelle si distende..le labbra si sdraiano finalmente ai fianchi delle guance..gli occhi,ben chiusi,danno come l’impressione che possano all’improvviso aprirsi ad osservare..
L’involucro che nel mondo terreno noi chiamiamo corpo,assume postura composta..e si dimentica.
Si dimentica il movimento..lo scatto..l’espansione della gabbia toracica..si dimenticano le dita dei piedi,ora avvolte da calze preferibilmente scure.
La morte,la scomparsa,il trapasso..o come lo si voglia chiamare,è assolutamente il distacco più doloroso esistente all’interno del piano emotivo umano. Si parla di elaborazione,di cammino,di tempi da rispettare. Tuttavia,possono passare mesi,anni,stagioni fredde come il ghiaccio ed estati soffocanti..ma niente e nessuna festa tende a placare il tormento di chi resta.
Quando la morte è voluta dalla persona stessa poi..è un rincorrersi di “se..”
SE lo avessi chiamato proprio quella mattina..SE fossi andata a casa sua prima…SE gli fossi stata più vicina..SE..SE…
Il punto è che succede. Inevitabilmente succede. E nessuno può farci veramente niente.
E’ l’impotenza che rende furiosi e inerti. Questo non farci niente che spaventa l’anima,ma soprattutto la testa.
Di fronte alla morte tutti tornano bambini. E osservandoli distesi su piccole casse di legno,temiamo nessuno ci porti via di lì una volta toccato il turno.
Ma si dimentica. Si dimentica che un tempo eravamo già distesi..su altro materiale,certo,in altre dimensioni,ovvio.
Ma eravamo distesi comunque. Credo che chi soprattutto sceglie di andar via,in un attimo solo è spinto dall’immensa nostalgia di tornare a provare quella sensazione.
La distensione di ogni più piccolo frammento di pelle..anima e cuore. Proprio un attimo prima di venire alla luce..ed essere cullati dalle braccia della mamma.
Niente poteva spaventarci. E’ lo spavento che fa tornarci. E ognuno sceglie il modo per farlo. Ecco tutto.
giovedì 5 agosto 2010
i migliori miei doni
So fare la zuppa,e anche le lasagne.
Prendere una qualsiasi macchina e guidarla..ma anche fare benzina da sola.
So lavarmi i capelli e fare il bagno in mare senza bere..
scegliere il libro da leggere o da comprare
e anche comprarlo per qualcuno senza darglielo.
So disegnare solo le sagome degli uomini,perchè non sono presuntuosa.
Faccio il sole con moltissimi raggi..e disegno mille spirali mentre ascolto le lezioni o gli altri parlare.
Mi riesce piangere il dolore da sola e commuovermi di gioia tra tanti..
aprire il vino senza chiedere aiuto e conoscere i gradi che devono esserci nel frigo.
So fare torte..torte buonissime..mi basta avere scritto tutto e riesco a seguirlo.
Riesco persino a bere quanto mi piace senza stare male..e sostenere una conversazione di storia pur non sopportandola.
Sono capace di prendere il biglietto per la "piovra" al parco.. e poi arrivare in cima e regalarlo al bambino dietro tornando giùper le scale di fretta.
Scrivere lettere lunghissime a me stessa da rileggere il mattino dopo per stupirmi da sola.
So stare sola. Ci so stare.
So amare una persona e lasciarla andare nei suoi desideri.
So piangere se qualcuno non desidera la mia presenza ma comprendere che vado bene così come sono.
Riesco ad affezionarmi a foto,foglietti,calligrafie e odori fatti di senso.
E darmi da mangiare con questi senza chiedere che qualcuno lo faccia per me.
So essere felice per le felicità degli altri..ma anche avere i miei sogni più chiari e limpidi.
Andare a cena con gente che non conosco e avere il loro numero sul telefono la sera stessa.
So fare le finte telefonate degli attori..e anche la voce della cassiera che chiama i genitori a riprendersi il bambino.
Imitare il tono della signora di Trenitalia e ballare qualsiasi musica mi mettano davanti.
So prendermi in giro amando cosa ieri odiavo di me.
Intenerirmi di fronte agli anziani con il carrello
e immaginare la vita delle persone in fila alla posta.
So fare le fotografie per far restare.
Scottarmi la lingua con il brodo troppo caldo dei tortellini
e so fare l'amore con l'uomo che amo.
Faccio le capriole sull'erba ma ho perso allenamento sulla ruota..spesso salto sui tappeti elastici e voglio prendere una casina ad Assisi.
Sono una donna allegra e malinconica ma so aspettare che passi il male se c'è.
So cambiarlo,vestirlo e masticarlo senza nessuno che mi imbocchi.
So perdonarti per non avermi saputo volermi abbastanza.
E volere per te il migliore mondo possibile anche senza di me.
Perdono poco me..per non pretendere alcuna presenza.
Ma so tenere la mia vita lontano dall'acqua alta
perchè so stare a galla ma non amo spaventarmi per capirne il valore.
Prendere una qualsiasi macchina e guidarla..ma anche fare benzina da sola.
So lavarmi i capelli e fare il bagno in mare senza bere..
scegliere il libro da leggere o da comprare
e anche comprarlo per qualcuno senza darglielo.
So disegnare solo le sagome degli uomini,perchè non sono presuntuosa.
Faccio il sole con moltissimi raggi..e disegno mille spirali mentre ascolto le lezioni o gli altri parlare.
Mi riesce piangere il dolore da sola e commuovermi di gioia tra tanti..
aprire il vino senza chiedere aiuto e conoscere i gradi che devono esserci nel frigo.
So fare torte..torte buonissime..mi basta avere scritto tutto e riesco a seguirlo.
Riesco persino a bere quanto mi piace senza stare male..e sostenere una conversazione di storia pur non sopportandola.
Sono capace di prendere il biglietto per la "piovra" al parco.. e poi arrivare in cima e regalarlo al bambino dietro tornando giùper le scale di fretta.
Scrivere lettere lunghissime a me stessa da rileggere il mattino dopo per stupirmi da sola.
So stare sola. Ci so stare.
So amare una persona e lasciarla andare nei suoi desideri.
So piangere se qualcuno non desidera la mia presenza ma comprendere che vado bene così come sono.
Riesco ad affezionarmi a foto,foglietti,calligrafie e odori fatti di senso.
E darmi da mangiare con questi senza chiedere che qualcuno lo faccia per me.
So essere felice per le felicità degli altri..ma anche avere i miei sogni più chiari e limpidi.
Andare a cena con gente che non conosco e avere il loro numero sul telefono la sera stessa.
So fare le finte telefonate degli attori..e anche la voce della cassiera che chiama i genitori a riprendersi il bambino.
Imitare il tono della signora di Trenitalia e ballare qualsiasi musica mi mettano davanti.
So prendermi in giro amando cosa ieri odiavo di me.
Intenerirmi di fronte agli anziani con il carrello
e immaginare la vita delle persone in fila alla posta.
So fare le fotografie per far restare.
Scottarmi la lingua con il brodo troppo caldo dei tortellini
e so fare l'amore con l'uomo che amo.
Faccio le capriole sull'erba ma ho perso allenamento sulla ruota..spesso salto sui tappeti elastici e voglio prendere una casina ad Assisi.
Sono una donna allegra e malinconica ma so aspettare che passi il male se c'è.
So cambiarlo,vestirlo e masticarlo senza nessuno che mi imbocchi.
So perdonarti per non avermi saputo volermi abbastanza.
E volere per te il migliore mondo possibile anche senza di me.
Perdono poco me..per non pretendere alcuna presenza.
Ma so tenere la mia vita lontano dall'acqua alta
perchè so stare a galla ma non amo spaventarmi per capirne il valore.
domenica 1 agosto 2010
accorta
Eri lì.
Seduto da una parte.
Potevo non vederti..far finta addirittura.
Invece eri lì..sotto i miei occhi..davanti ai miei sandali ancora inesperti.
Ho scrutato di te la parte più buia..quella che anche stasera ti ha portato a chiedere.
Mi domando in silenzio il tuo nome..e chi hai lasciato là
reo di aver scelto senza averne avuta la possibilità.
Hai sete di mani..di braccia e di sguardi.
Non posso soffermarmi di più..non ci riesco..vengo travolta.
Ora sei tu che guardi me....mi metti al muro..e cerchi addosso la tua parte.
Non c'entra niente con noi questo fiume di gente sola nel cuore
niente con noi questa festa addobbata di noia..
eppure ci siamo.
Sfioriamo le mani passandoci accanto..credendo degli altri la vita migliore.
potevo far finta di niente ..e andare.
ma questa è l'ora di tutta la gente che prende il caffè
sia mai che ci vedano come anime perse.
E' adesso che muove la terra.
E' adesso che chini la testa.
Seduto da una parte.
Potevo non vederti..far finta addirittura.
Invece eri lì..sotto i miei occhi..davanti ai miei sandali ancora inesperti.
Ho scrutato di te la parte più buia..quella che anche stasera ti ha portato a chiedere.
Mi domando in silenzio il tuo nome..e chi hai lasciato là
reo di aver scelto senza averne avuta la possibilità.
Hai sete di mani..di braccia e di sguardi.
Non posso soffermarmi di più..non ci riesco..vengo travolta.
Ora sei tu che guardi me....mi metti al muro..e cerchi addosso la tua parte.
Non c'entra niente con noi questo fiume di gente sola nel cuore
niente con noi questa festa addobbata di noia..
eppure ci siamo.
Sfioriamo le mani passandoci accanto..credendo degli altri la vita migliore.
potevo far finta di niente ..e andare.
ma questa è l'ora di tutta la gente che prende il caffè
sia mai che ci vedano come anime perse.
E' adesso che muove la terra.
E' adesso che chini la testa.
venerdì 14 maggio 2010
Seta liscia di me.
Distrattamente colpì quel vaso.
Non fu qualcosa di casuale..almeno questo apparve sin dall'inizio.
I movimenti fino ad allora compiuti si dimostrarono perfetti passi precisi e contati.
Così..iniziò il tutto.
Non stiamo adesso a sindacare su date o giornate. Spesso succede che il tempo porti via con sè le migliori passeggiate..i migliori baci..quei gesti imbarazzati...i primi sapori e il letto dove ti sei persa in un solo attimo.
E' così che accade.
Allora è così che non leghi l'affetto ad un'agenda inerte e senza bocca..
così che allenti orari...dilunghi timbri inutili di vita impostata.
perchè esisti così...senza partenze..striscioni a ricordarti che ci sei.
Provi a vestire un ruolo..cerchi di starci più comodo possibile.
Poi sbotti..implodi senza ritorno.
E ringrazi Dio...prima di te stessa.
Che ci hai messo anni...è vero.
Ma ritrovarsi così..è da semplici miracoli successi inaspettati.
Non fu qualcosa di casuale..almeno questo apparve sin dall'inizio.
I movimenti fino ad allora compiuti si dimostrarono perfetti passi precisi e contati.
Così..iniziò il tutto.
Non stiamo adesso a sindacare su date o giornate. Spesso succede che il tempo porti via con sè le migliori passeggiate..i migliori baci..quei gesti imbarazzati...i primi sapori e il letto dove ti sei persa in un solo attimo.
E' così che accade.
Allora è così che non leghi l'affetto ad un'agenda inerte e senza bocca..
così che allenti orari...dilunghi timbri inutili di vita impostata.
perchè esisti così...senza partenze..striscioni a ricordarti che ci sei.
Provi a vestire un ruolo..cerchi di starci più comodo possibile.
Poi sbotti..implodi senza ritorno.
E ringrazi Dio...prima di te stessa.
Che ci hai messo anni...è vero.
Ma ritrovarsi così..è da semplici miracoli successi inaspettati.
giovedì 25 marzo 2010
Ho ucciso un uomo morto.
..e così mi appoggiai.
Mi arrampicai su per quell'abbraccio dall'odore di cioccolata bianca..
di sedili di macchina vecchia..di pelle usata..e toni di voci soffuse.
Colorai la mia inquietudine slacciando facce amare...impedimenti..freni..malattie da lasciar vivere.
Non aspettavo nessuno.
Gli armadi vuoti erano il mio rifugio..i passi indietro la mia salvezza..e non si poteva..no.
Non si poteva alzare gli occhi.
Era una brace gettata in faccia..un bastone e mani a coprire..
era una lampo che serrava le corde.
Non si poteva..no.
Non si poteva andare a dormir fuori..nè andare in bagno da soli..
non si poteva ricevere..non si poteva sentire.
Si dava acciaio da mangiare al dentro. Tremore ai desideri fermati.
Si dava la nostra età più soleggiata..quella libera e mai pesante di carichi atroci.
Si proteggeva per un istinto innato.
Si alzavano mura..si recitava parti diverse.
E capitava che...se ben bene smossi...avessimo tagli di follia impura..
momenti nei quali..niente dopo appariva al presente.
Ma io ti lascio..ti ho già lasciato.
Andare..ucciderti..farti lacerare dalla sofferenza più acuta.
Non lo voglio più.
Non ne ho più bisogno.
Io ora mi sono ripresa le mani..
mi sono ripresa le gambe..
mi sono ripresa la voce..
e riesco a dire..sentire...volere...sognare.
Tu sei morto.
Dentro la macchina di pelle stinta.
Dentro l'oblio dei mostri del buio.
Dentro il perdono di Dio.
Dove non mi incontrerai.
MAI PIU'.
Mi arrampicai su per quell'abbraccio dall'odore di cioccolata bianca..
di sedili di macchina vecchia..di pelle usata..e toni di voci soffuse.
Colorai la mia inquietudine slacciando facce amare...impedimenti..freni..malattie da lasciar vivere.
Non aspettavo nessuno.
Gli armadi vuoti erano il mio rifugio..i passi indietro la mia salvezza..e non si poteva..no.
Non si poteva alzare gli occhi.
Era una brace gettata in faccia..un bastone e mani a coprire..
era una lampo che serrava le corde.
Non si poteva..no.
Non si poteva andare a dormir fuori..nè andare in bagno da soli..
non si poteva ricevere..non si poteva sentire.
Si dava acciaio da mangiare al dentro. Tremore ai desideri fermati.
Si dava la nostra età più soleggiata..quella libera e mai pesante di carichi atroci.
Si proteggeva per un istinto innato.
Si alzavano mura..si recitava parti diverse.
E capitava che...se ben bene smossi...avessimo tagli di follia impura..
momenti nei quali..niente dopo appariva al presente.
Ma io ti lascio..ti ho già lasciato.
Andare..ucciderti..farti lacerare dalla sofferenza più acuta.
Non lo voglio più.
Non ne ho più bisogno.
Io ora mi sono ripresa le mani..
mi sono ripresa le gambe..
mi sono ripresa la voce..
e riesco a dire..sentire...volere...sognare.
Tu sei morto.
Dentro la macchina di pelle stinta.
Dentro l'oblio dei mostri del buio.
Dentro il perdono di Dio.
Dove non mi incontrerai.
MAI PIU'.
domenica 21 marzo 2010
amore vivo.
Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
Nazim Hikmet
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
Nazim Hikmet
venerdì 5 marzo 2010
Artista di me
Possiedo il colore e l'arte di saper colorare..
Possiedo la parola e l'arte di saperla mettere dove voglio..
Possiedo la mente e l'arte di pensarmi dappertutto..
Possiedo l'amore e l'arte di amare.
Possiedo l'amore di chi amo e non pretendo..
il sapermi svegliare e rimettere la sveglia cinque minuti avanti per dormir di più..
la volontà pazza di essere nella vita di chiunque io ami..
il desiderio di nutrirmi da chi sono attratta e allontanata
Possiedo la fame per riuscire a capire cosa mi piace
il potermi addormentare vestita perchè non riesco a spogliarmi
la sorpresa dello stupore per vedermi migliore
il sapore suo addosso e dentro i miei ricordi.
Possiedo le giornate per riuscire a districarmi..
il tempo per lasciarlo a lei soltanto..
possiedo la certezza di riuscire ancora ad amare
vestendo di letargo un presente che non mi chiede.
Possiedo il sapere..il volere e il qualinquismo
il saper correre con i tacchi e lo scappare recitando..
possiedo la voce da cambiare quando ho voglia..
il sole in tasca da scambiare e frammentare..
una poltrona di lucciole per vedermi..
Possiedo il senso di ogni mio gesto..e liberarlo senza giudici o sacerdoti inutili
possiedo l'orgoglio di spiegare come sono..
ed il coraggio di rischiare senza marce
quella fierezza di sapere che comunque
ho dato tele senza poi gettarle al vento.
Possiedo la parola e l'arte di saperla mettere dove voglio..
Possiedo la mente e l'arte di pensarmi dappertutto..
Possiedo l'amore e l'arte di amare.
Possiedo l'amore di chi amo e non pretendo..
il sapermi svegliare e rimettere la sveglia cinque minuti avanti per dormir di più..
la volontà pazza di essere nella vita di chiunque io ami..
il desiderio di nutrirmi da chi sono attratta e allontanata
Possiedo la fame per riuscire a capire cosa mi piace
il potermi addormentare vestita perchè non riesco a spogliarmi
la sorpresa dello stupore per vedermi migliore
il sapore suo addosso e dentro i miei ricordi.
Possiedo le giornate per riuscire a districarmi..
il tempo per lasciarlo a lei soltanto..
possiedo la certezza di riuscire ancora ad amare
vestendo di letargo un presente che non mi chiede.
Possiedo il sapere..il volere e il qualinquismo
il saper correre con i tacchi e lo scappare recitando..
possiedo la voce da cambiare quando ho voglia..
il sole in tasca da scambiare e frammentare..
una poltrona di lucciole per vedermi..
Possiedo il senso di ogni mio gesto..e liberarlo senza giudici o sacerdoti inutili
possiedo l'orgoglio di spiegare come sono..
ed il coraggio di rischiare senza marce
quella fierezza di sapere che comunque
ho dato tele senza poi gettarle al vento.
sabato 20 febbraio 2010
quei gesti insoliti
Ho sistemato quei fogli....li ho messi in una scatola arancione.
Come il sole.
Ho messo dentro l'abbraccio di legno..la maglia che sa di erba tagliata..le caramelle che lasciano la bocca ad aspettare.
Ho iniziato da piccola.
Prendevo schede..fogli..scontrini..quei qualcosa che davano un senso a momenti volati..imprigionavo il tempo per dargli potere..per amarlo..per darmene a me..di sedimentare le emozioni.
Succedeva che a volte..nei pub o nei locali di musica dal vivo..mi sedessi attorno a tavoli di carta gialla..
Esercitavano in me una seduzione inspiegabile e impossibile da gestire...
Succedeva che a volte..se erano occupati..o privi di carta...io potessi stare in piedi aspettando il sottobicchiere...un qualsiasi sottobicchiere che amasse di me la voglia di fermare.
Mi bastava sapere. Che potevo. In qualsiasi momento.
A volte mai..a volte continuamente...a volte mentre stabilivo...ascoltavo...sentivo...baciavo..od ero stretta tra le braccia di qualcuno.
Fermare. Ora. Adesso. Allora.
Un qualsiasi tipo di inchiostro vestiva di me un frammento di spazio indefinito e vuoto..fatto di gocce di vino cadute ridendo..sguardi rapiti e interrogati...facce smarrite e assenti.
Io fermavo. Fermo. Le faccio mie.
Succede che il bisogno di rendermi sensatamente viva..superi a volte la razionalità in modo esasperante e immotivato.
Ma succede. E ne sono schiava.
Basta ..allora..che abbia in mano anche solo un frammento di quel tempo fissato...darmi un dettaglio di colore cercato in testa...e assaporo come una ladra di vita ogni volta che voglio.
Impagino..sistemo..posiziono e rendo luce all'amore che mi hai dato.
Perchè non so se trema più l'anima a vederlo qui sopra..che la testa che sistema me..altrove.
Come il sole.
Ho messo dentro l'abbraccio di legno..la maglia che sa di erba tagliata..le caramelle che lasciano la bocca ad aspettare.
Ho iniziato da piccola.
Prendevo schede..fogli..scontrini..quei qualcosa che davano un senso a momenti volati..imprigionavo il tempo per dargli potere..per amarlo..per darmene a me..di sedimentare le emozioni.
Succedeva che a volte..nei pub o nei locali di musica dal vivo..mi sedessi attorno a tavoli di carta gialla..
Esercitavano in me una seduzione inspiegabile e impossibile da gestire...
Succedeva che a volte..se erano occupati..o privi di carta...io potessi stare in piedi aspettando il sottobicchiere...un qualsiasi sottobicchiere che amasse di me la voglia di fermare.
Mi bastava sapere. Che potevo. In qualsiasi momento.
A volte mai..a volte continuamente...a volte mentre stabilivo...ascoltavo...sentivo...baciavo..od ero stretta tra le braccia di qualcuno.
Fermare. Ora. Adesso. Allora.
Un qualsiasi tipo di inchiostro vestiva di me un frammento di spazio indefinito e vuoto..fatto di gocce di vino cadute ridendo..sguardi rapiti e interrogati...facce smarrite e assenti.
Io fermavo. Fermo. Le faccio mie.
Succede che il bisogno di rendermi sensatamente viva..superi a volte la razionalità in modo esasperante e immotivato.
Ma succede. E ne sono schiava.
Basta ..allora..che abbia in mano anche solo un frammento di quel tempo fissato...darmi un dettaglio di colore cercato in testa...e assaporo come una ladra di vita ogni volta che voglio.
Impagino..sistemo..posiziono e rendo luce all'amore che mi hai dato.
Perchè non so se trema più l'anima a vederlo qui sopra..che la testa che sistema me..altrove.
venerdì 8 gennaio 2010
Peristalsi emotiva
..Mi volto..e di me...
vedo àncore di tenerezza utpiche e leggere
fatte di latte mai bevuto..abbracci desiderati..
frasi avare di amore e di tocchi silenti.
...ti porto a me..
così nudo di cattiveria..di spasmi quotidiani che uccidono pulsioni
..ti porto a me..
così come sei...grato alla vita e ai suoi mille doni..
che colorano la tua casa dove non sono mai vissuta
ci vivo adesso..
ora.
appesa a mura dove ti adagi immobile...consumato da malesseri che pensi fertili
ci vivo ora..
adesso..
sotto quelle lenzuola che portano odori diversi e così simili alle nostre inquietudini
vestite di amore morso in secondi di fughe
armate di noi....di quelle strane avversità...che anzichè guarirci
..ci mangiano lentamente e senza appelli.
vedo àncore di tenerezza utpiche e leggere
fatte di latte mai bevuto..abbracci desiderati..
frasi avare di amore e di tocchi silenti.
...ti porto a me..
così nudo di cattiveria..di spasmi quotidiani che uccidono pulsioni
..ti porto a me..
così come sei...grato alla vita e ai suoi mille doni..
che colorano la tua casa dove non sono mai vissuta
ci vivo adesso..
ora.
appesa a mura dove ti adagi immobile...consumato da malesseri che pensi fertili
ci vivo ora..
adesso..
sotto quelle lenzuola che portano odori diversi e così simili alle nostre inquietudini
vestite di amore morso in secondi di fughe
armate di noi....di quelle strane avversità...che anzichè guarirci
..ci mangiano lentamente e senza appelli.
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