..e così mi appoggiai.
Mi arrampicai su per quell'abbraccio dall'odore di cioccolata bianca..
di sedili di macchina vecchia..di pelle usata..e toni di voci soffuse.
Colorai la mia inquietudine slacciando facce amare...impedimenti..freni..malattie da lasciar vivere.
Non aspettavo nessuno.
Gli armadi vuoti erano il mio rifugio..i passi indietro la mia salvezza..e non si poteva..no.
Non si poteva alzare gli occhi.
Era una brace gettata in faccia..un bastone e mani a coprire..
era una lampo che serrava le corde.
Non si poteva..no.
Non si poteva andare a dormir fuori..nè andare in bagno da soli..
non si poteva ricevere..non si poteva sentire.
Si dava acciaio da mangiare al dentro. Tremore ai desideri fermati.
Si dava la nostra età più soleggiata..quella libera e mai pesante di carichi atroci.
Si proteggeva per un istinto innato.
Si alzavano mura..si recitava parti diverse.
E capitava che...se ben bene smossi...avessimo tagli di follia impura..
momenti nei quali..niente dopo appariva al presente.
Ma io ti lascio..ti ho già lasciato.
Andare..ucciderti..farti lacerare dalla sofferenza più acuta.
Non lo voglio più.
Non ne ho più bisogno.
Io ora mi sono ripresa le mani..
mi sono ripresa le gambe..
mi sono ripresa la voce..
e riesco a dire..sentire...volere...sognare.
Tu sei morto.
Dentro la macchina di pelle stinta.
Dentro l'oblio dei mostri del buio.
Dentro il perdono di Dio.
Dove non mi incontrerai.
MAI PIU'.
giovedì 25 marzo 2010
domenica 21 marzo 2010
amore vivo.
Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
Nazim Hikmet
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
Nazim Hikmet
venerdì 5 marzo 2010
Artista di me
Possiedo il colore e l'arte di saper colorare..
Possiedo la parola e l'arte di saperla mettere dove voglio..
Possiedo la mente e l'arte di pensarmi dappertutto..
Possiedo l'amore e l'arte di amare.
Possiedo l'amore di chi amo e non pretendo..
il sapermi svegliare e rimettere la sveglia cinque minuti avanti per dormir di più..
la volontà pazza di essere nella vita di chiunque io ami..
il desiderio di nutrirmi da chi sono attratta e allontanata
Possiedo la fame per riuscire a capire cosa mi piace
il potermi addormentare vestita perchè non riesco a spogliarmi
la sorpresa dello stupore per vedermi migliore
il sapore suo addosso e dentro i miei ricordi.
Possiedo le giornate per riuscire a districarmi..
il tempo per lasciarlo a lei soltanto..
possiedo la certezza di riuscire ancora ad amare
vestendo di letargo un presente che non mi chiede.
Possiedo il sapere..il volere e il qualinquismo
il saper correre con i tacchi e lo scappare recitando..
possiedo la voce da cambiare quando ho voglia..
il sole in tasca da scambiare e frammentare..
una poltrona di lucciole per vedermi..
Possiedo il senso di ogni mio gesto..e liberarlo senza giudici o sacerdoti inutili
possiedo l'orgoglio di spiegare come sono..
ed il coraggio di rischiare senza marce
quella fierezza di sapere che comunque
ho dato tele senza poi gettarle al vento.
Possiedo la parola e l'arte di saperla mettere dove voglio..
Possiedo la mente e l'arte di pensarmi dappertutto..
Possiedo l'amore e l'arte di amare.
Possiedo l'amore di chi amo e non pretendo..
il sapermi svegliare e rimettere la sveglia cinque minuti avanti per dormir di più..
la volontà pazza di essere nella vita di chiunque io ami..
il desiderio di nutrirmi da chi sono attratta e allontanata
Possiedo la fame per riuscire a capire cosa mi piace
il potermi addormentare vestita perchè non riesco a spogliarmi
la sorpresa dello stupore per vedermi migliore
il sapore suo addosso e dentro i miei ricordi.
Possiedo le giornate per riuscire a districarmi..
il tempo per lasciarlo a lei soltanto..
possiedo la certezza di riuscire ancora ad amare
vestendo di letargo un presente che non mi chiede.
Possiedo il sapere..il volere e il qualinquismo
il saper correre con i tacchi e lo scappare recitando..
possiedo la voce da cambiare quando ho voglia..
il sole in tasca da scambiare e frammentare..
una poltrona di lucciole per vedermi..
Possiedo il senso di ogni mio gesto..e liberarlo senza giudici o sacerdoti inutili
possiedo l'orgoglio di spiegare come sono..
ed il coraggio di rischiare senza marce
quella fierezza di sapere che comunque
ho dato tele senza poi gettarle al vento.
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