Succede che quando uno muore..tutto si trasforma.
Quando uno lascia la vita terrena,si creano dinamiche tendenti al bizzarro.
Si osserva la persona come fosse benedetta..toccata da chissà quale mano misteriosa e dotata di strani poteri.
La pelle si distende..le labbra si sdraiano finalmente ai fianchi delle guance..gli occhi,ben chiusi,danno come l’impressione che possano all’improvviso aprirsi ad osservare..
L’involucro che nel mondo terreno noi chiamiamo corpo,assume postura composta..e si dimentica.
Si dimentica il movimento..lo scatto..l’espansione della gabbia toracica..si dimenticano le dita dei piedi,ora avvolte da calze preferibilmente scure.
La morte,la scomparsa,il trapasso..o come lo si voglia chiamare,è assolutamente il distacco più doloroso esistente all’interno del piano emotivo umano. Si parla di elaborazione,di cammino,di tempi da rispettare. Tuttavia,possono passare mesi,anni,stagioni fredde come il ghiaccio ed estati soffocanti..ma niente e nessuna festa tende a placare il tormento di chi resta.
Quando la morte è voluta dalla persona stessa poi..è un rincorrersi di “se..”
SE lo avessi chiamato proprio quella mattina..SE fossi andata a casa sua prima…SE gli fossi stata più vicina..SE..SE…
Il punto è che succede. Inevitabilmente succede. E nessuno può farci veramente niente.
E’ l’impotenza che rende furiosi e inerti. Questo non farci niente che spaventa l’anima,ma soprattutto la testa.
Di fronte alla morte tutti tornano bambini. E osservandoli distesi su piccole casse di legno,temiamo nessuno ci porti via di lì una volta toccato il turno.
Ma si dimentica. Si dimentica che un tempo eravamo già distesi..su altro materiale,certo,in altre dimensioni,ovvio.
Ma eravamo distesi comunque. Credo che chi soprattutto sceglie di andar via,in un attimo solo è spinto dall’immensa nostalgia di tornare a provare quella sensazione.
La distensione di ogni più piccolo frammento di pelle..anima e cuore. Proprio un attimo prima di venire alla luce..ed essere cullati dalle braccia della mamma.
Niente poteva spaventarci. E’ lo spavento che fa tornarci. E ognuno sceglie il modo per farlo. Ecco tutto.
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