Siamo figli dell'amore freddo.
Quello non detto..messo tra parentesi..mitigato da pasti caldi,lenzuola sempre in ordine sul letto,giochi colorati da scambiarsi..leggere pacche sulle spalle.
Abbiamo incrociato chissà quanti occhi..e sfiorato chissà quante mani...eppure..eppure..siamo rimasti lì.
Con la voglia..il desiderio..e il freno.
L'espressione delle nostre sensazioni è benedetta dalla potenza del nostro corpo.
Abbiamo la grande..immensa possibilità di poterci leggere senza parlare.
La chiamano -comunicazione non verbale-. Appunto. Non verbale.
Poi penso alla leggerezza con la quale molte persone la prendono..la mescolano..la scambiano..la fraintendono. E credo sia quello..uno dei più grandi freni che ci impediscono a volte di dare vita al nostro dentro.
Sia benedetto l'abbraccio. Dato all'improvviso..e perfetta cimosa di lavagne aride e ferme.
Di bui intravisti con i nostri soli occhi..o di feste armoniche..nel caos delle nostre vite.
Sia benedetta la possibilità che abbiamo di farlo. Siamo sempre qui...qui.
Ci guardiamo distrattamente,persi nei minuti che solfeggiano ritmi che quasi non ci appartengono più..nei quali spesso non ci riconosciamo..e crediamo che addirittura siano scelti da altri.
Per noi.
Benedette le nostre braccia..fatte per accogliere..e tenere.
Ed anche la nostra paura..nel farlo. Quello strano pensiero che ci porta a trattenerci di fronte a qualcuno che non conosciamo..di fronte a nostra madre..a nostro padre.
Siamo sempre qui. e abbiamo ancora la possibilità di farlo.
Non si scrive più..che vogliamo abbracciare. Lo facciamo.
Non aspettiamo che esista un giorno da un'altra parte e in un altro tempo...
Il senso..dell'abbraccio nella lavatrice delle nostre braccia impegnate a chiudere.