martedì 3 gennaio 2012




I vecchi invidiano noi.

Noi che siamo ancora in tempo.


In tempo per correre ovunque con in mano una lattina di aranciata aperta.


Che siamo in tempo per stare a maniche corte la sera in primavera aspettando l’autobus.


Che possiamo fare ancora il bagno in mare senza preoccuparci se riusciremo ad uscire dall’acqua integri








Che possiamo ancora abbassare le gambe per ballare il twist,ingurgitare nutella fino a nostro piacimento,aprire il finestrino della macchina e cantare Battisti,avere ancora mille giorni davanti ed altrettanti NOI da scoprire,fumare una canna senza aver bisogno del Ventolin,alzarsi la mattina e andare a lavorare e dire anche “che palle”


Accarezzare le guance dei bambini senza non troppi sospetti,sederci a tavola con mamma e prenderci un caffè mostrandole l’ultima ecografia del piccolo uomo che verrà.


I vecchi invidiano noi.


Eppure non sanno..che sono loro,a darci segnali ben precisi su che strada prendere.


Sicuramente su quella che NON dobbiamo prendere


Che sono ancora loro,che possono librarsi ovunque senza inibizioni perché c’è già stato,tutto il tempo .


E non è sempre stato rispettato come si deve.

Onorato,come si deve.


Loro invidiano noi,ma non sanno .

Non sanno che spesso li guardiamo con sana invidia,immaginando di loro le vite,i vestiti eleganti in quelle riunioni di famiglia a tavolate e l’energia delle loro battaglie.


Non sanno di come ciascuno di noi vorrebbe avere anche solo un minimo di quella forza che li ha visti stremati nelle grandi case ad aspettare che sorgesse il sole,o perlomeno che spiovesse.


E non immaginano nemmeno quante pellicole infinite i loro occhi trasmettano,quando con lentezza raccolgono memorie per troppo tempo nascoste e tenute lì,che poi se dette ad alta voce fanno tanto male al cuore.


Non immaginano che sono liberi,finalmente liberi da catene che circondano le nostre vite così stucchevolmente in binari di perbenismo,in attesa di riempirsi di un qualcosa che loro già sanno.


Il senso dello spiccare.


Del passaggio degli anni,ed il profondo amore per chi resta.


Treni di vagoni con ferraglie che urlano di tenerezza e di fantasia.





I vecchi,invidiano noi.






- A Mario-