giovedì 15 marzo 2012

Io ci vedo tutto questo.
E molto altro ancora.
Sono così felice e commossa di avere ancora dentro questa meravigliosa immagine che sì...non la considero più un'utopia,ma una grande vittoria sulla sterilità delle paure.
So con certezza che sarà così,perchè io l'ho già visto e lo sto vedendo.
La comunità che si ritrova per non perdere l'origine dell'essenziale.
Per non perderSI,soprattutto.
Questi sono tutti i nostri colori.
C'è il colore dell'amore,delle mani intrecciate,del ballo sui tavoli,delle arance che rotolano via in discesa,della paura,della speranza,dell'abbraccio.
I colori dell'abbraccio.
Io,ti abbraccio. Forte,intensamente,con energia e tenerezza.
Entusiasmo e freschezza.
Un bell'abbraccio potente e sanificante.
Che ti arrivi con prepotenza,ovunque tu sia.


martedì 3 gennaio 2012




I vecchi invidiano noi.

Noi che siamo ancora in tempo.


In tempo per correre ovunque con in mano una lattina di aranciata aperta.


Che siamo in tempo per stare a maniche corte la sera in primavera aspettando l’autobus.


Che possiamo fare ancora il bagno in mare senza preoccuparci se riusciremo ad uscire dall’acqua integri








Che possiamo ancora abbassare le gambe per ballare il twist,ingurgitare nutella fino a nostro piacimento,aprire il finestrino della macchina e cantare Battisti,avere ancora mille giorni davanti ed altrettanti NOI da scoprire,fumare una canna senza aver bisogno del Ventolin,alzarsi la mattina e andare a lavorare e dire anche “che palle”


Accarezzare le guance dei bambini senza non troppi sospetti,sederci a tavola con mamma e prenderci un caffè mostrandole l’ultima ecografia del piccolo uomo che verrà.


I vecchi invidiano noi.


Eppure non sanno..che sono loro,a darci segnali ben precisi su che strada prendere.


Sicuramente su quella che NON dobbiamo prendere


Che sono ancora loro,che possono librarsi ovunque senza inibizioni perché c’è già stato,tutto il tempo .


E non è sempre stato rispettato come si deve.

Onorato,come si deve.


Loro invidiano noi,ma non sanno .

Non sanno che spesso li guardiamo con sana invidia,immaginando di loro le vite,i vestiti eleganti in quelle riunioni di famiglia a tavolate e l’energia delle loro battaglie.


Non sanno di come ciascuno di noi vorrebbe avere anche solo un minimo di quella forza che li ha visti stremati nelle grandi case ad aspettare che sorgesse il sole,o perlomeno che spiovesse.


E non immaginano nemmeno quante pellicole infinite i loro occhi trasmettano,quando con lentezza raccolgono memorie per troppo tempo nascoste e tenute lì,che poi se dette ad alta voce fanno tanto male al cuore.


Non immaginano che sono liberi,finalmente liberi da catene che circondano le nostre vite così stucchevolmente in binari di perbenismo,in attesa di riempirsi di un qualcosa che loro già sanno.


Il senso dello spiccare.


Del passaggio degli anni,ed il profondo amore per chi resta.


Treni di vagoni con ferraglie che urlano di tenerezza e di fantasia.





I vecchi,invidiano noi.






- A Mario-

giovedì 20 ottobre 2011

La maglia non mi sta più.

Si sta accanto ai più deboli perchè sono i più forti.
Non si sceglie di starci. Succede e basta.

Non so nemmeno di che cosa si tratti,voglio tenere lontani certi meccanismi per i quali si pensa psicologicamente alla relazione aiuto.
Voglio invece pensare all'intensità dell'energia che buttiamo fuori quando meno ce ne accorgiamo.
Quella strana chimica che prevale rispetto ad un'altra..simile all'attrazione per qualcuno che si conosce appena.

Cominci a pensare a mille contenitori dove poter versare: secchi,borracce,barattoli,annaffiatoi...e più ci pensi più versi...

E' una ricchezza essere "isolati" da qualcuno.
Prima provi dolore,poi rabbia,poi dolore..dopo pena...dopo ancora forza.

Per ultimo pensi: sono davvero così pericolosa da rovesciare e sbilanciare un qualcosa?
E provi comprensione.

Per i deboli.

venerdì 19 agosto 2011

Ibiza: attende. Io,meno.

Lo so.
Un posto al mare,al caldo,sempre nell'acqua.
E poi. La sera.
Fuori,il mio prosecco freddissimo,quella sensazione di fresco addosso perchè ho preso troppo sole il giorno ..(e sono bianca latte da trentaquattro anni)......lo so.

Ma io avevo tanta,tanta,tanta,voglia di montagna.
Talmente tanta,che mi ero già programmata (stranamente) tutto.
E questo inverno è stato così affollato di pensieri strambi e piccoli dolori dell'anima,che avevo deciso di partire sola,sola,sola.
Anzi,con ME.

Poi "quel" viaggio a Ibiza con Lore. La paura dell'aereo che ci costrinse a bere quattro prosecchi prima della partenza ,la macchina rossa che ci portava dappertutto ,il Teatro Pereira e il palco dove ci siamo tramutate in vere rockstars italiane doccate a bestia..le giornate passate a parlare,i nostri caffè,gli aperitivi,le cene a festa......e la mancanza di entrambi dopo.

"Oh..ciccia..ho già RI-fissato eh???prendi le ferie..!! "
Io : -no Lore,come hai già rifissato???dove? e le ferie per cosa??? oh..Lore non buttà giù...cosa hai fatto??? oh!!!! ...alloraaaaa!!! "

Niente. In dittatura avrei avuto più possibilità...ma oggi no.
A settembre,parte delle mie amate ferie,saranno trascorse in Spagna.
Ad una condizione però: stavolta poco mare,ma tante camminate nei paesini strani e sperduti con storie da ascoltare.
Voglio dire..in nove giorni non ne posso stare in acqua otto a giocare con i braccioli....mi viene il nervoso..tanto lo so,mi conosco.
Lo sapevo da maggio,ma pensavo di aver più tempo per allontanarlo dall'idea di andare..invece:)))
Allora,vadano i nove giorni in Spagna con il brother,ma poi nelle mie zone in ombra del silenzio ci voglio andare.
Me lo merito ed evito il burn-out.


sabato 25 giugno 2011

Nessuna cruccetta per noi. Non è mai servita.

I vestiti sono fatti per essere indossati.
Coprirsi.I vestiti nascono per coprirsi.
Così la società abitua fin dalla nascita a coprire,a trattenere.
Si copre una parte perchè non sarebbe bello che altri la vedessero.
Si copre il seno,le gambe,spesso anche le braccia.
Ci dimentichiamo così,che siamo nati nudi. E che nudi moriremo.
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Io ti amo.
Ti amo nonostante il tempo,nonostante il freddo di un quasi luglio.
Io e te siamo sempre stati nudi. Questo mi riempie di sorrisi sgragianti al solo pensiero.
Non ci siamo mai coperti.
Appoggiavamo sul cuore i migliori pensieri e l'altro già li conosceva.
E' stato questo il nostro miracolo.
Nessuno dei due ha mai compiuto alcuna fatica.
Mi ci commuovo solo a pensarci.
Ed oggi io ti amo ancora di più.
Grazie.
Ed è seccante assistere alle coperture

venerdì 22 aprile 2011

Conto: da 1 a 100. Poi esci,però.

Una sera di marzo,lui mi disse che non mi amava più.
Avevo un vestito quasi primaverile,c'era anche qualche colore sparso mi sembra.
Sopra,un coprispalle nero.
Stavamo cenando,in un posto vicino al mare. Aveva scelto quel posto,mi dirà dopo,per dirmelo.
Io lo guardai negli occhi. Poi mi alzai da tavola. Lui tentò di fermarmi con voce bassa,io lentamente e sottovoce gli dissi "solo un attimo".
La porta del bagno mi si aprì come se mi aspettasse. Entrai,e mi appoggiai al muro.
Fissai il bianco davanti a me per non so quanti minuti. E mi sentii come portata via. Portata via e rimescolata in secondi interminabili.
Cominciai ad eseguire respiri profondi,ma più respiravo,più mi sentivo soffocare.
pensai.."adesso muoio. Qui. E tutti daranno la colpa a lui. Lui. A lui che dice di non amarmi più."
In cinque secondi sfilarono davanti ai miei occhi il viso di mia mamma,delle mie sorelle,di chi teneva a me più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ignoravano,in quel momento,che il muro di un bagno sconosciuto,stava prendendosi il mio dolore lancinante lontano dai loro occhi vigili.
Amanti di una donna che ero io.
A fatica lottai con innumerevoli lacrime. Da giorni temevo un qualcosa di simile. Eravamo lontani. Il mio primo amore di donna. La mia prima volta,il primo uomo che mi prometteva amore per la vita intera. A me.
Che di amore ne avevo sete e fame.
Ma quell'invito a cena,sembrava la voglia di continuare. Le sue attenzioni,pur fredde,somigliavano ad un impacciato tentativo di scusarsi dei giorni precedenti.
Invece no. Tutto programmato. Tutto amabilmente calcolato,pensai.
Uscii da quella porta e mi diressi al tavolo. Lui,mi prese la mano.
Io,con rabbia,la ritrassi.
"chiamo Ricky,vado via con lui".
Fu il mio primo pensiero.
Rispose che ero sotto la sua responsabilità. Che era stato lui a venirmi a prendere a casa dei miei. E che lui,lui solo,doveva riportarmi al sicuro.
Mentre eravamo per strada,cominciò a piangere. Mi chiese di fare l'amore con lui per l'ultima volta. Io,gli diedi uno schiaffo e scesi di macchina.
"io,per te,sono morta" gli urlai.
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L'abbandono. Il distacco. Quali versi prende? quali sono le impronte che determinano gli atteggiamenti del domani?
Conosco i miei. Di atteggiamenti.
Quella notte,dormii con mia mamma. La luce rimase accesa. E ripetevo come un mantra"non mi vorrà più nessuno. nessuno mi amerà più."
I giorni dopo vomitai numerose volte. Bevevo solamente.

Aspettavo che mi tornasse a prendere.
Come si fa con i cani,quando si lasciano in mezzo alle strade.

Mi dicevo.."vedrai,quando capirà...verrà da me e mi amerà più di prima"
I giorni passavano,io dimagrivo a vista d'occhio e non sedevo più a tavola.
E se lo facevo,masticavo lentamente per far vedere ai miei che mangiavo. Per non farli stare in pena.
L'immagine di lui,a poco a poco,assumeva contorni irosi e abominevoli.
Non si riesce,a ventidue anni,a perdonare chi ti abbandona.
Non,con un peso addosso da uomo. Il mio peso,non riuscivo nè ad appoggiarlo,nè ad alleggerirlo.
Tantomeno appesantendo qualcuno della mia famiglia.
Io ,ero stata la bambina cattiva.

Avevo meritato il male a sette anni. Lo meritavo adesso.
Ed era giusto che mi avesse abbandonato.
Nessuno,avrebbe tentato di tenermi.
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Cosa scatta dentro la nostra mente,per salvarci? cosa,prende il sopravvento per tenerci in vita e tentare nuovi passi?
In me,è stata la disperazione. Giornate passate da sola in camera. Sprofondata su libri che ordinavo segretamente per non far insospettire. Per poter capire come vincere.
Ho smussato,aperto varchi,buttato giù staccionate enormi di disagi diventati tumori della mia serenità.
Da sola. In silenzio. Per non dar fastidio a nessuno.
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Quanti distacchi ci sono nella vita di una persona? quanti sono devastanti e quali?
ma soprattutto,ci si abitua mai?
Al distacco? a sentirsi lasciati da soli?
Ho sfidato tutto.
Il rumore del frigorifero la notte. I pianti mai consolati da altre mani se non le mie.
Per me.
Per abituarmi alla mia presenza. Per dirmi.."sì. Ci sono. E sono qui. Tutta intera."
Mi sono presa cura dei miei capelli,mi sono coperta con qualcosa quando ho avto freddo,ho imparato a sentire cosa il mio corpo vuole e cosa la donna di oggi diventata.
Per non essere più lasciata da sola.
Saper stare da sola,vuol dire accettare il fatto che qualcuno scelga di non dividere la vita con te.
O che lo scelga. O che no.
Che abbia comunque la scelta di farlo.
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Poco tempo fa,mi guardasti negli occhi. E mi dicesti di Assisi,di tutte le meravigliose notti e giornate della nostra vita che avremmo vissuto insieme.
Poi,tu,qui non ci sei.
E a chi,come stasera,mi domandi come faccia ad essere serena nonostante io ti ami,rispondo sorridendo.
Sì. Io lo amo. Di un amore che accetta,che non costringe,che non giudica,che comprende e apre all'inaspettato.
Che ha dato la scelta e la possibilità di starmi accanto.
Che non ha condannato,almeno non più,dopo quei cinque secondi di un altro muro da guardare.
Ho camminato da sola apposta. Per darmi difese e scale da salire,senza chiedere a qualcuno di farel al posto mio.
Non è eroismo. Nè egoismo.
E' la paura di fare rumore,che permette agli altri,di fare più rumore di me.
E quella certezza,che anche in una notte aggrovigliolata nei perchè e nei se...la mattina ci sia sempre una persona,una volta sveglia.
Io.

martedì 5 aprile 2011

Posso venire..da te?


Posso venire a dormire da te? Solo questa notte, prometto. Solo finché dura il temporale. Non tengo molto spazio, Signore, e mi accontento di poco, lo sai. Mi basta una coperta, una carezza di tanto in tanto, e una filastrocca morbida come il cuscino. So che non dirai di no, anche se la mia è paura fatta di niente: mostri che ho disegnato da sola, ombre senza sostanza. So che passerà, ma questa notte è troppo buia per me. Allora io entro, Signore, in punta di piedi per non svegliare nessuno. E non farò rumore con le mie preghiere. Respirerò sottovoce, finché mi abbraccerà la la luce di domani. E se un giorno ti sentissi solo non fare complimenti: le porte della mia casa per Te sono sempre aperte. Amen. Emily Shenker