giovedì 9 marzo 2017

Eccoti

Non si capisce perché all'improvviso succeda.
O perlomeno, il senso sfugge davanti a tanta felicità.
Lino l'ho incontrato nel caos della politica, ultimo settore che ha travolto la mia vita ultimamente.
Complice l'ingresso sulla scena di Matteo Renzi,  nel 2012 ho preso cuore e testa e mi sono messa a fare il piccolo profeta delle parole che tentano di cambiare il mondo.
Ci siamo piaciuti subito. All'istante.
Nel senso buono, ecco. Ci siamo sorrisi, allegri e sereni, ed ero già presa.
L'ho riconosciuto, però,  una mattina mentre andava via da casa .
Fatta di minuti che scorrevano veloci e treni che doveva prendere.
"Non partire.." gli ho detto..." non partire "...
Così,  quella ragazzina ribelle, ferita dentro tanto da ingessare desideri e sogni, veniva catturata da una ventina di anni in più,  vestiti da una voce che parlava davvero al mio cuore.
Ma lui non lo sapeva ancora.
È stato faticoso strattonarlo.
Eppure si è svegliato.
E mi ha riconosciuta.
Ed è stato il più bel marzo di tutta la mia vita.
Perché ho iniziato davvero ad amare.
A sognare, a condividere, a costruire.

È passato un anno da quel momento.
Nessuno ha mai abbattuto quelle mura altissime di gelo che mi tenevano chiusa pensando che fossero la mia sicurezza.
Nessuno mi ha mai fatto uscire di là assicurandomi che sarei stata al sicuro una volta scavalcato. .
Nessuno tranne lui.
E così la mia colorata e triste singletudine è terminata esplodendo in feste di abbracci e promesse che puntualmente si realizzano.
Non poteva lasciarmi al mondo .
Non potevo farlo io.


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